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COME MUORE UN ORDINE RELIGIOSO

Classé dans : COME MUORE UN ORDINE RELIGIOSO — 4 juin, 2009 @ 14:56

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La chiesa di Santo Spirito anche dopo le secolarizzazioni dei beni ecclesiastici ha continuato a fungere da punto di riferimento spirituale per le esigenze dell’ospedale, anche per la presenza di una Confraternita Ospedaliera. Nello steso tempo fungeva anche da parrocchia per San Pietro, per tutto il territorio di detta parrocchia nello stato italiano, anche dopo il riconoscimento dello Stato Città del Vaticano.

Nel 1986, quando l’intera zona aveva perso abitanti, perché le abitazioni erano ormai diventati uffici, cessò la funzione parrocchiale. Nel 1993 fu eretta sede cardinalizia diaconale. Nello stesso tempo il cardinale Camillo Ruini, vicario del papa, la promosse a Centro di Spiritualità della Divina Misericordia, legato alla figura di suor Faustina Kowalska, successivamente proclamata santa dalla Chiesa cattolica. La chiesa dello Spirito Santo assunse anche il nome di santuario della Divina Misericordia.[1]

Cardinale Titolare è S.E. Card. Fiorenzo Angelini che nella Festa della Divina Misericordia del 2002 il papa Giovanni Paolo II elevato a cardinale presbitero elevando al tempo stesso la Chiesa di Santo Spirito in Sassia a titolo di sede cardinalizia presbiterale

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Corsia Sistina

L’Arcispedale di Santo Spirito è un antico ospedale (ora centro congressi) nei pressi di Città del Vaticano, a Roma, adiacente al moderno Ospedale di Santo Spirito in Saxia, che ne prosegue la tradizione.La denominazione originale, Sanctus Spiritus in Saxia, ne ricorda l’origine come ricovero dei pellegrini inglesi (sassoni), fondato secondo la tradizione da re Ina nel VIII secolo. Fu costituito come « ospitale » all’inizio del XII secolo da papa Innocenzo III.

CORSIA SISTINA

L’edificio più antico fu ricostruito nella forma in cui lo vediamo oggi alla fine del XV secolo da papa Sisto IV. Da lui l’edificio prende il nome di Corsia Sistina.

L’interno consiste in due vani simmetrici, detti bracci, di lunghezza complessiva di più di 120 metri, larghi 10 ed alti circa 13, illuminati da finestre rettangolari di circa 2×3 m appena sotto la copertura lignea orizzontale in travi e travetti decorati con disegni naturalistici ed astratti. I due bracci sono raccordate dalla zona dell’altare, coperta da un tiburio ottagonale in cui si aprono alcune bifore. L’edificio, internamente assai spoglio, tranne gli affreschi che propongono scene della vita dei due papi, è attualmente adibito a sede di congressi ed altre manifestazioni.

GLI OSPEDALI A ROMA

ospedalesantospirito1modellino.jpgA Roma, in epoca remota, non esisteva una vera e propria assistenza per i malati. Le cure venivano praticate nell’ambito della famiglia dal “pater familias”. Già a partire dal III secolo a.C. nacquero luoghi pubblici dedicati all’assistenza ai malati. Una delle prime forme furono i templi o asclepei e le medicatrinae o tabernae mediche, cioè ambulatori annessi alla casa del medico dove si praticavano cure a metà strada tra sacralità e magia che avevano ben poco a che fare con la medicina intesa in senso moderno.

Funzionavano invece come ospedali i valetudinaria, grandi costruzioni per lo più private, non di derivazione greca ma istituzione prettamente romana. Erano presenti presso le grandi aziende agricole, le palestre e soprattutto presso gli accampamenti. Questi ospedali non erano aperti al cittadino comune, ma vi venivano curate solo le persone necessarie al buon funzionamento dello Stato: i servi delle aziende agricole, gli atleti e i militari.

Per avere l’ospedale gratuito e aperto a tutti bisogna aspettare quel cambio di mentalità che si verificò con il cristianesimo. Non a caso, si fanno risalire all’imperatore cristiano Costantino i primi esempi di ricoveri per malati, precursori degli ospedali moderni. Erano chiamati xenodochi. Nell’VIII secolo gli xenodochi accrebbero le proprie disponibilità, tanto che l’assistenza venne estesa anche ad altre fasce di bisognosi, come le vedove e gli orfani. La Chiesa ne riconosceva l’alto valore sociale di carità ed assistenza pubblica e s’impegnò nei vari Concili al loro mantenimento e alla loro diffusione.

La prima testimonianza sul cambiamento del nome risale al 724: in una carta di donazione di beni alla chiesa di San Quirico di Capannoli a Lucca troviamo citato un “ospitale”, e già intorno all’anno Mille si vanno sempre più diradando le notizie relative agli xenodochi, sostituiti ormai ovunque dagli “ospitali”. Tra gli ospedali più antichi di Roma troviamo l’Ospedale Santo Spirito in Sassia (1198) per opera di Innocenzo III, le cui origini però si fanno risalire al 717 d.C. quando ma, re del Wessex, fondò la “schola saxonum”, cioè un albergo, ospizio, ospedale, chiesa e cimitero per accogliere gli Angli e i Sassoni che, dopo l’evangelizzazione da parte di Gregorio Magno, sempre più numerosi venivano a visitare le tombe apostoliche a Roma. Altre “scholae” di questo tipo sorsero un po’ ovunque a Roma: ve ne erano per i Frisoni, i Franchi, i Longobardi, gli Ungari, e perfino per gli Etiopi e gli Armeni, ed erano mantenute dai rispettivi paesi.

ospedalesantospiritoingresso.jpgL’Ospedale, dopo varie traversie, tra cui un incendio che distrusse completamente l’originario edificio innocenziano, fu completamente ricostruito da Sisto IV tra il 1473 e il 1478. Il modellino (sala Flajani) ben rappresenta la grande aula rettangolare, “la corsia sistina” lunga 123 m, larga 12,50 e alta oltre 13, divisa al centro da un tiburio ottagonale. Lungo la corsia, tra le finestre, sono affrescati episodi della vita di Innocenzo III e di Sisto IV.

Sull’esempio dell’Ospedale Santo Spirito, a partire dalla fine del XII secolo, a Roma ne sorsero molti altri. Nel XIV secolo se ne contano circa 27, alcuni dei quali sono ancora oggi funzionanti come quello di San Giacomo in Augusta, detto degli Incurabili perché ospitava i sifilitici, fondato nel 1339 tra Porta del Porta del Popolo e il Mausoleo di Augusto, e l’Ospedale del Salvatore a San Giovanni in Laterano, Costruito nel 1348, risultante dalla fusione di alcuni piccoli ospedali, fra cui uno molto antico chiamato Sant’Angelo.

ospedalesantospiritomodellino2.jpgAltri, altrettanto importanti nei secoli scorsi, sono stati adibiti ad usi diversi: quello di Santa Maria della Consolazione – fondato nel 1470 ai piedi del Campidoglio e divenuto Arcispedale nel 1505 in seguito alla fusione con altri tre piccoli ospedali (Santa Maria del portico, Santa Maria delle Grazie e Santa Maria della Consolazione) – oggi è sede del Comando dei Vigili Urbani. Di tanti altri è rimasta solo la memoria, come l’Ospedale della SS. Trinità dei pellegrini, situato nei pressi di via Arenula: venne fondato nel 1548 dal prete senese Crescenzio Selva, con l’appoggio di san Filippo Neri, per accogliere i pellegrini.

COMPLESSO MONUMENTALE DI SANTO SPIRITO IN SAXIA

http://www.asl-rme.it/Percorso_Monumentale/HOME.htm

 

AURORA E TRAMONTO DI UN ORDINE RELIGIOSO

Nel volume IV dell’Antologia degli scritti dello Storico dei Fatenenefratelli, Padre Gabriele Russotto, a pagina 93 si narra di una comunità di frati ospedalieri che Papa Innocenzo III, nel 1198, confermò come Ordine di Santo Spirito.

IN COSTRUZIONE

 

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